° navidad

Che inutile dispendio di energie!

° senza terra, senza pace

Si riparte…

per tornare.

E partire di nuovo.

E poi ritornare.

E poi…

e poi…


° nevica

fuori e dentro

qualcuno ha un cerino?

° chiamate un dentista, è volato il duomo

Cosa c'è di peggio dell' onnipresente faccia di un tronfio megalomane? Bè, oggi lo so: l'onnipresente faccia insanguinata di un tronfio megalomane. Trattasi di un atto indivuale generato da odio personale, non è un gesto politico. Vi dispiace, eh? Invece a me la cosa rassicura, non siamo imbarbariti fino a questo a punto. Spero che nessuno faccia mai il gioco di questi 'signori'. Non aspettano altro che un motivo valido per scatenare, nei fatti, la violenza che verbalmente scagliano, da 15 anni, contro chiunque esprima dissenso. Non aspettano altro.

° in sintesi

Ieri avevo scritto un post. Due giorni fa ho visto il polpettone televisivo tratto da Il sangue dei vinti di Pansa, che però non ho letto. L'ho visto perchè mi aveva incuriosito tutto il polverone sollevato tempo fa dal libro e mi ha fatto venir voglia di scrivere. Poi ho dato invio ma il post non l'ha pubblicato. Troppo lungo forse. In realtà, più che dire la mia su qualcosa che conosco poco e male solo dai libri di scuola e da sparuti racconti di nonni che non ci sono più, mi era venuto da riflettere sull'inconsistenza della Verità. Su come ognuno abbia la propria e con essa un personale senso di giustizia. Mi sono sempre cullata nell'idea che i fatti sono fatti, possono essere raccontati da prospettive diverse, certo, ma restano alla fine indubitabilmente fatti. E ho sempre pensato che si potesse in qualche modo discriminare il giusto dallo sbagliato in funzione dei fatti, non in senso assoluto, certo, ma in base a un sistema di valori condiviso da una società. Ne resto ancora convinta, come mi convinco sempre di più di appartenere a una minoranza che avrà sempre poca voce in capitolo, in un paese tanto bello nella sua unicità, quanto intimamente ipocrita e opportunista.
" Appartengo alla minoranza silenziosa. Sono di quei pochi che non hanno più nulla da dire e aspettano. Che cosa? Che tutto si chiarisca? L'età mi ha portato la certezza che niente si può chiarire: in questo paese che amo non esiste semplicemente la verità. Paesi molto più piccoli e importanti del nostro hanno una loro verità, noi ne abbiamo infinite versioni. Le cause? Lascio agli storici, ai sociologi, agli psicanalisti, alle tavole rotonde il compito di indicarci le cause, io ne subisco gli effetti. E con me pochi altri: perchè quasi tutti hanno una soluzione da proporci: la loro verità, cioè qualcosa che non contrasti i loro interessi. Alla tavola rotonda bisognerà anche invitare uno storico dell'arte per fargli dire quale influenza può avere avuto il barocco sulla nostra psicologia.
In Italia infatti la linea più breve tra due punti è l'arabesco. Viviamo in una rete d'arabeschi".
Ennio Flaiano